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Il bruxismo nei bambini

Il bruxismo nei bambini

Per bruxismo si intende l’abitudine di digrignare i denti tra di loro sfregandoli e serrando la bocca.

E’ frequente negli adulti soprattutto in periodi di forte stress quando involontariamente ci ritroviamo a compiere questo gesto sia di notte che di giorno.

Ed è sempre più comune anche fra i bambini (circa 3 su 10), soprattutto i più piccoli in età prescolare.

Solitamente è un disturbo che con la crescita scompare, molto spesso già con la caduta dei denti decidui (i cosiddetti denti da latte).

Purtroppo però non sempre accade ed è in questo caso che si dovrebbe intervenire per evitare l’insorgenza di dolori e malesseri oltre che per evitare che il digrignamento diventi un’abitudine consolidata, poi difficile da combattere.

Il bruxismo nei bambini viene annoverato come una malattia solo recentemente, dal 2005. Da quel momento si è posta sempre maggiore attenzione per cercare di risolvere il problema prima che rechi dei veri e propri dolori.

Ma cosa provoca il bruxismo nei bambini?

La prima causa è la stessa degli adulti: lo stress e l’ansia, fonti anche di numerosi altri disturbi.

Un bambino infatti può essere stressato per molti motivi: gelosie, litigi, tensioni in famiglia. Anzi, non avendo ancora tutti gli strumenti per comprendere e capire le situazioni che vive, lo stress può essere anche maggiore di quello che vive un adulto.

Un’altra causa può essere un sonno disturbato, infatti il bruxismo nei bambini si manifesta prevalentemente di notte in seguito a microrisvegli dovuti a qualunque fattore disturbante.

Per capire se il proprio figlio soffre di bruxismo, dato che si verifica in particolar modo di notte, è necessario che al suo risveglio si ponga l’attenzione ai seguenti sintomi:

  1. mal di testa
  2. mal d’orecchie
  3. dolori alla mandibola o rigidità
  4. tensioni a livello dei muscoli masticatori e delle spalle
  5. difficoltà a masticare o parlare, nei casi più gravi

Possono verificarsi tutti questi sintomi o anche soltanto uno, quello che è importante è capire se sono ricorrenti per poter intervenire precocemente dato che il prolungarsi di questa azione può portare a problemi più seri, uno fra tutti l’usura dei denti, modificando così anche il loro aspetto estetico oltre che le funzionalità e aumentandone la sensibilità.

Trattandosi di un’azione del tutto involontaria non servono raccomandazioni per evitare che il bambino digrigni i denti, serve invece sottoporlo in primis ad una visita odontoiatrica dove il professionista potrà verificare la gravità della situazione e procedere a elaborare un piano di cure e trattamenti.

In casi molto gravi si può ricorrere alla somministrazione di farmaci che intervengono sul sistema nervoso centrale. C’è da dire però che attualmente esistono tecnologie molto innovative che riescono ad alleviare notevolmente il disturbo e sono decisamente meno impattanti di una terapia farmacologica.

In caso invece si evinca che il bruxismo del bambino ha un’origine di natura psicologica sarà di certo molto utile rivolgersi ad uno psicologo per risolvere a monte eventuali disagi fonti di stress e ansia.

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